Home Chernobyl domenica 20 maggio 2012

Chernobyl - 26 Aprile 1986

CHERNOBYL

Il 26 aprile 1986 un gravissimo incidente si verificò nella quarta unità della centrale nucleare di CHERNOBYL, in UCRAINA, a 21 Km dalla Bielorussia.

Durante una revisione periodica degli impianti della centrale fu condotto un esperimento per calcolare il tempo di autonomia di funzionamento dei sistemi di emergenza del reattore; ciò comportò un improvviso aumento della produzione di vapore con una esplosione ed il conseguente scoppio di un incendio.

Il fall-out radioattivo investì dapprima le regioni più prossime alla centrale, contaminando la Bielorussia, l'Ucraina e la Russia, ma il 27 e il 28 Aprile masse di aria radioattiva raggiunsero la Polonia, la Germania ed i Paesi Scandinavi. Il 30 Aprile ed il 1 Maggio la nube radioattiva ricadde sulla Grecia Settentrionale, l'Italia, la Svizzera. l'Austria occidentale e la Cecoslovacchia.

Il 2 e il 3 Maggio le propaggini della nube interessarono l'Europa sud-orientale fino alla Turchia. Tra il 6 e l'8 Maggio, infine, aumenti dei livelli di radioattività furono registrati anche in aree geografiche molto lontane dal luogo del disastro (Cina, Giappone, India, Canada e Stati Uniti)

La distribuzione della radioattività avvenne in modo estremamente disomogeneo, in relazione alle diverse condizioni del clima e del suolo, realizzandosi così, condizioni per le quali a tutt'oggi esistono aree poco contaminate ed aree con livelli di contaminazione elevatissimi sia in luoghi vicini che lontani alla centrale di Chernobyl.

Una cara amica russa ci racconta che quel giorno (1 Maggio 1986) se lo ricorda bene perché erano tutti fuori a festeggiare. Ad un certo punto cadde come una pioggia colorata e lei si ritrovò con una manciata di capelli fra le mani.

Nessuno però seppe nulla fino a che la nube non si sparse per il resto del mondo e le notizie cominciarono ad apparire al telegiornale.

Certe zone vennero chiuse e le famiglie vennero obbligate ad andarsene...ma dove andare se la tua casa non la compra nessuno e tu non hai i soldi per trasferirti da un'altra parte??? Così di "nascosto", tanti furono coloro  che rimasero in quei luoghi e continuarono a mangiare i prodotti che coltivavano negli orti contaminati.

Tanti bambini si ammalarono di malattie molto gravi

DATI SOCIALI

Da diversi anni in molti paesi europei, ma specie in Italia, vi è una grande attenzione verso i “bambini di Chernobyl”. Migliaia sono i bambini provenienti soprattutto dalla Bielorussia ma anche dalla Russia e dall’Ucraina che usufruiscono di periodi di risanamento nel nostro paese per decontaminarsi dai radionuclidi assunti attraverso i cibi contaminati.

Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, la tragedia radioattiva legata all’incidente di Chernobyl, sta entrando in un momento cruciale. Il peggio è previsto fra il 2006 e il 2010 quando le conseguenze sulla salute di tre milioni e mezzo di persone raggiungeranno il picco più alto e quando i neonati ed i bambini del 1986 (anno dell’incidente) cominceranno a loro volta a procreare: solo allora si potrà sapere se oltre al cancro, all’abbassamento del livello immunologico della popolazione e a tutte le patologie sviluppatesi dopo l’incidente, l’esplosione ha provocato anche lesioni genetiche.

E’ drammatico rilevare il dato sui casi di cancro alla tiroide riguardanti i bambini di Chernobyl. Entro l’inizio del millennio erano stati previsti 1500 casi, 6600 entro il 2006. Oggi, invece, superano già gli 11.000.

Le vittime di Chernobyl sono ormai 200.000 e si manifestano sempre più i danni (cancri, leucemie, sindromi immunodepressive) legati alla persistenza nel tempo delle radiazioni.


La restituzione dei terreni alla situazione originaria comincerà solo fra 300 anni.


La realtà della contaminazione, nelle zone colpite dall’incidente nucleare, è legata, in maniera diretta, all’alimentazione: il 70-90% della dose di radiazione (derivante dal Cesio 137, dallo Stronzio 90 e in parte dal Plutonio) passa direttamente dal terreno ai prodotti alimentari e da questi agli esseri viventi.

Spezzando, in un anello della catena alimentare, il circolo vizioso della radioattività si tenta di offrire una speranza concreta, per una migliore qualità di vita, alle popolazioni residenti nelle zone contaminate.